Moto rubate e spedite nell'est
Articolo de "
Il messaggero"
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ROMA (2 luglio) - Una banda di romeni specializzata nel traffico di motorini rubati è stata scoperta l’altra notte dai carabinieri: i ladri stavano caricando su un furgone uno scooter da inviare nell’est Europa.
Da un po’di tempo i militari del Nucleo operativo della compagnia Roma Parioli sapevano che la stazione Tiburtina era un punto di snodo per i trafficanti di scooter e moto rubati.
E sapevano anche che la refurtiva veniva caricata su un furgone bianco, probabilmente lo stesso che dalla stazione sarebbe ripartito per trasportare le moto fino a destinazione.
Per alcune notti i carabinieri guidati dal maggiore Vittorio Fragalà hanno tenuto d’occhio la stazione e le strade limitrofe senza vedere traccia del furgone bianco. Fino all’altra notte, quando all’improvviso hanno visto arrivare il furgone nei pressi della stazione Tiburtina. Il mezzo si è fermato e subito sono arrivati i romeni che hanno cominciato a caricare un motorino ”Liberty” all’interno del furgone bianco. I carabinieri sono intervenuti e li hanno bloccati.
Quando i militari hanno chiesto agli stranieri di controllare il mezzo, questi hanno mostrato subito i documenti: «E’ tutto regolare - hanno detto- non abbiamo niente da nascondere il motorino è nostro, ci sono anche i documenti». Detto questo, uno dei tre stranieri ha tirato fuori i documenti del ”Liberty”. Ma era un trucco. Un inganno che non ha funzionato, perché la documentazione che accompagnava il ”Liberty” era stata malamente falsificata. I carabinieri si sono accorti subito che libretto di circolazione, bollino blu e assicurazione erano fasulli.
E non solo. Il motorino era stato anche riverniciato di un colore diverso, e tappezzato di adesivi per renderlo irriconoscibile, ma pure la vernice era stata passata in modo maldestro. Ad un esame più approfondito, i carabinieri hanno anche scoperto che la banda aveva tentato di cancellare il numero di telaio: probabilmente un lavoro fatto troppo in fretta. I militari ritengono che il ”Liberty” era stato uno degli ultimi mezzi rubati e che doveva essere aggiunto ad un carico di altre moto e motorini già pronto per essere trasportato in uno dei paesi dell’Est.
I romeni (hanno 23,24 e 30 anni), sono stati identificati e portati a Regina Coeli.
I carabinieri stanno indagando per scoprire l’intera organizzazione. Sapere quali sono le officine compiacenti dove si rivolgono i romeni arrestati e quindi anche gli altri trafficanti di moto. Chi sono i falsari che producono la documentazione fasulla, e se i tre finiti in carcere lavorano in proprio oppure hanno altri complici. Ed è anche importante scoprire se hanno collegamenti con la malavita romana e di altre etnie: quello che vogliono appurare gli inquirenti è, se oltre a rubare personalmente moto e motorini, i romeni acquistavano anche i mezzi rubati da altri ladri.
Dopo un breve controllo con la banca dati, i carabinieri hanno anche rintracciato il proprietario del ”Liberty”, che qualche giorno prima aveva denunciato il furto del suo motorino.>>
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